Ascolti dal 07-01 al 14-01
Gennaio 14, 2007 at 12:43 pm | In Amusement Parks on Fire, Astrobrite, Giardini di Mirò, Lambchop, Low, Musica, Red House Painters, The Shins, Tom Waits | Leave a CommentLow – I Could Live In Hope [Vernord Yard, 1994]

I Could Live in Hope è l’album di esordio dei Low. Ascoltarlo a 13 anni dall’uscita non compromette il piacere dell’ascolto di uno dei dischi fondamentali degli anni ‘90. Alan Sparhawk e Mimi Parker creano un capolavoro di una semplicità sonora estrema: piccoli bozzetti di chitarra riverberano su stanche ritmiche a base di hi-hat e rullante, su giri di basso provenienti da una catatonica new wave. L’incedere minore di Lazy, la danza ipnotica di Lullaby rappresentano apici difficilmente eguagliabili. Non chiamatelo sadcore.
Valutazione: *****
Tracklist: Words; Fear; Cut; Slide; Lazy; Lullaby; Sea; Down; Drag; Rope; Sunshine.
Low – Long Division [1995, Vernon Yard / Virgin]

Il secondo album dei Low ripercorre i sentieri tracciati dal loro folgorante debutto, senza però riuscire a coglierne le vette. Sulla scia dei Galaxie 500, i Low plasmano un collage di immagini sfocate e affascinanti, evocative, tra le quali smarrirsi: ascoltare Violence, dove le voci di Mimi e Alan si inseguono e si sfiorano e capire il perché.
Valutazione: ****
Tracklist: Violence; Below & Above; Shame; Throw Out the Line; Swingin’; SeeThrough; Turn; Caroline; Alone; Streetlight; Stay; Take.
Tom Waits – Swordfishtrombones [1983, Island]

Tom Waits è tra le più originali menti della storia del rock: un’esistenza picaresca, consumata tra gl’eccessi, toccata da un’ispirazione molto spesso impeccabile. Atmosfere da noir o fumosi e ambigui night raccontano, impossessandosi della voce di Waits, un’America scevra da ogni sensazionalismo, dove esistenze al margine conquistano la ribalta. La sensibilità di Waits arriva a picchi espressivi notevoli (In the Neighborhood è una dolce deriva). Folk ad alto contenuto alcolico servito in salsa jazz.
Valutazione: *****
Tracklist: Underground; Shore Leave; Dave the Butcher; Johnsubrg, Illinois; 16 Shells from a Thirty-Ought Six; Town with no Cheer; In the Neighborhood; Just Another Sucker on the Vine; Frank’s Wild Years; Swordfishtrombone; Down, Down, Down; Soldier’s Things; Gin Soaked Boy; Trouble’s Braids; Rainbirds
Red House Painters – Ocean Beach [1995, 4AD]

Ocean Beach è l’album in cui la personalità di Mark Kozelek, voce, chitarra e anima dei Red House Painters, prende il sopravvento. Il tono complessivo è introspettivo, rassegnato, malinconicamente invernale. Kozelek scandisce i suoi versi su trame che oscillano tra Drake, Yo la Tengo e Codeine. Il risulato è un album che, sebbene non raggiunga la perfezione di Down Colorful Hill e di Red House Painters, ci riserva lo stesso moltissime gemme tra le quali spiccano Cabezon, Blockwell Park e Summer Dress.
Valutazione: ****
Tracklist: Cabezon; Summer Dress; San Geronimo; Shadows; Over My Head; Red Carpet; Blockwell Park; Moments; Drop.
Red House Painters – Old Ramon [2001, SubPop]

Old Ramon è l’ultimo album dei Red House Painters, registrato alcuni anni prima per la SubPop dopo alcune controversie con altre etichette. Old Ramon si discosta dal cliché dei precedenti album dei Red House Painters. La desolazione lascia il posto a chitarre vivide, il tono di voce di Kozelek si schiarisce e perde parte della sua distaccata cupezza. La lentezza diventa veicolo per un processo di rinascita. Anche la bellezza semplice ed elegante di Void non dilacera, ma lascia il sapore agrodolce della malinconia.
Valutazione: ****
Tracklist: Wop-A-Din-Din; Byrd Joel; Void; Between Days; Cruiser; River; Michigan; Smokey; Golden; Kavita.
Giardini di Mirò – Dividing Opinions [2007, Homesleep]

Signori e signore, ecco a voi i Giardini di Mirò, semplicemente il miglior gruppo italiano del panorama attuale. Dividing Opinions è il degno seguito di altre due piccole gemme quali Rise and Fall of Academic Drifting e Punk…not Diet! La loro musica si è fatta più straficata e complessa, con molti inserti elettronici sulla scia del loro EP North Atlantic Treat Of Love, datato 2006. Dividing Opinions, il brano che apre, è una vertigine adrenalinica, Cold perfection richiama alla mente i tempi di Trompso is OK, ma proprio attraverso questo brano si comprende come siano cambiati i Giardini che non insistono più sull’alternanza di forte-piano, ma vanno subito al sodo. Non più fragori sonori, ma bagliori di luce.
Valutazione: ****
Tracklist: Dividing Opinions; Cold perfection; Embers; July’s Stripes; Spectral Woman; Broken By; Clairvoyance; Self Help; Petit Treason
The Shins – Wincing the Night Away [2007, SubPop]
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Il terzo album degli Shins è un piccolo manuale dell’indie rock. Il titolo sembrerebbe ispirato dall’insonnia del leader James Mercer. Gioioso, frizzante, energico, scorre con leggerezza per tutta la sua lunghezza. Sleeping Lessons è una ventata di energia che cresce piano. C’è un piacevole retrogusto di Beatles. E la splendida elegia di Black Wave porta alla mente il Brian Wilson di Smile.
Valutazione: ****
Tracklist: Sleeping Lessons; Australia; Pam Berry; Phantom Limb; Sea Legs; Red Rabbits; Turn on Me; Black Waves; Spilt Needles; A Comet Appears.
Amusement Parks on Fire – Amsuement Parks on Fire [2005, Filter U.S., BMG Distribution]

Michael Feerick è la persona che si nasconde dietro il moniker Amusement Parks on Fire. Questo suo primo album potrebbe benissimo appartenere alla discografia di Ride e Catherine Wheel. Gl’ingredienti ci sono tutti: feedback, distorsioni estreme e caotiche, melodie pop che si nascondono dietro questi strati sonici. Un album che però pecca di originalità, lasciando all’ascoltatore un piacevole revival. Anche se 23 Jewels è, ed è proprio il caso di dirlo, un gioiellino.
Valutazione: ***
Tracklist: 23 Jewels; Venus In Cancer; Eighty Eight; Wiper; Venosa; Asphalt; Smokesceen; The Ramones Book; Local Boy Makes Good.
Amusement Parks on Fire – Out of the Angels [2006, V2]

Questa volta Michael Feerick si fa aiutare da una band vera. Out of Angels è un album già più maturo rispetto al debutto. Gli Amusement Parks on Fire si muovono sempre su coordinate shoegazer, esulando in territori post, ma lo fanno con bravura e cognizione di causa. Gli energici figliocci di Chapterhouse e Catherine Wheel fanno sfoggio della loro abilità di reinterpretazione di un genere legato a doppio filo agl’albori degli anni ‘90. I miglioramenti rispetto all’album precedente si percepiscono grazie anche ad una maggiore padronanza di effetti scenici che conferiscono ai brani un maggiore impatto. I ragazzi si faranno.
Valutazione: *** 1/2
Tracklist: Out of the Angels; A Star Is Born; At Last At Night; In Flight; To the Shade; So Mote It Be; Blackout; Await Lightning; No Lite No Sound; Cut to Future Shock.
Astrobrite – Pinkshinyultrablast [2006, 3D]

Attenzione: ascoltare i primi brani di Pinkshinyultrablast degli Astrobrite potrebbe farvi cadere in un déjà vu piacevolissimo. Ultrablast e Lollipop sembrano davvero uscite da Loveless con il loro incedere amniotico e languido. Fortificazioni sonore indistine, parti vocali appena percettibili, chitarre metalliche che tramortiscono. Il disco è piacevole, specialmente per gli amanti del genere. A volte però si ha l’impressione che le buone idee non sianno supportate dall’originalità. Questa carenza però si compensa con la qualità delle canzoni, che nonostante tutto il fragore, continuano ad esistere sotto queste fortificazioni distorte.
Valutazione: *** 1/2
Tracklist: Ultrablast; Lollipop; Orange Creamsickle; Miss Teen U.S.A.; Lemon-Limed Lie; More; Swooner; Strawberry Kissdown; Lipgloss Sugar; Violet Eyeliner; Please; Cerrybomb; Pinkyshiny.
Lambchop – Aw, c’mon / No you c’mon [2004, CitySlang]

Kurt Wenger indovina due dischi notevolissimi. Pop d’autore, sorretto da arrangiamenti sofisticati, mai stucchevoli. La sua voce calda sussurra carezzevoli noti per cuori che amano lo struggimento. Ventiquattro brani oscillano tra paesaggi folk, country, latinoamericani, indie e quasi tutti questi brani meritano un ascolto in totale abbandono. Uno su tutti: Women Help Create the Kind of Men They Despise.
Valutazione: ****
Tracklist: Being Tyler; Four Pounds In Two Days; Steve Mcqueen; Lone Official; Something’s Going On; Nothing But A Blur From A Bullet Train; Each Time I Bring It Up It Seems To Bring You Down; Timothy B Schmidt; Women Help Create The Kind Of Men They Despise; I Hate Candy; I Haven’t Heard A Word I’ve Said; Action Figure; Sunrise;
Low Ambition; There’s Still Time; Nothing Adventurous Please; Problem; Shang A Dang Dang; About My Lighter; Under A Dream Of A Lie; Jan 24; Gusher; Listen; Producer.
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